Allattamento al seno
- Autore: Dott.ssa Bonaddio
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- 20 mar, 2019
Allattare al seno: un investimento per la Vita!

Per un neonato non c’è alimento migliore del latte della sua mamma. Il latte materno, infatti, apporta tutte le sostanze essenziali che gli assicurano un’ottima crescita, inoltre la sua particolare composizione nelle prime poppate (il colostro) gli garantisce importanti fattori protettivi in grado di salvaguardare la sua salute futura e difenderlo dalle infezioni. Il latte materno non ha mai la stessa composizione nel tempo e la stessa consistenza durante il corso della poppata. Per meglio adeguarsi alle necessità di crescita del neonato, infatti, nel tempo modifica la sua formula, rendendola unica e inimitabile.
Dopo i primi 3 giorni il latte da colostro cambia composizione (latte di transizione) fino alla sua composizione definitiva (latte definitivo) che avverrà entro qualche settimana. Il colostro è il primo latte, giallo, ricco e molto denso. Il latte di transizione è più acquoso e di colore biancastro ed offre al piccolo in modo equilibrato e graduale tutto il nutrimento di cui ha bisogno.
Per il bambino
Il latte materno è l’unico alimento naturale che contiene tutti i nutrienti nelle giuste proporzioni, è facilmente digeribile e contiene una serie di fattori che proteggono dalle infezioni e aiutano a prevenire alcune malattie e allergie, offre quindi molti vantaggi per il bambino in termini di salute, crescita e sviluppo psicologico.
È ormai condiviso a livello internazionale che l’allattamento al seno:
- riduce l’incidenza e la durata delle gastroenteriti;
- protegge dalle infezioni respiratorie;
- riduce il rischio di sviluppare allergie;
- migliora la vista e lo sviluppo psicomotorio;
- migliora lo sviluppo intestinale e riduce il rischio di occlusioni.
Per la mamma
è pratico ed economico, non ci sono costi di preparazione ma è sempre disponibile e alla giusta temperatura.
L’allattamento al seno stimola la naturale contrazione dell’utero riducendo il naturale sanguinamento post partum e consentendo all’utero di tornare alle dimensioni normali più velocemente. Inoltre favorisce la perdita di peso e il recupero della forma fisica senza la necessità di ricorrere a diete dimagranti. Alcuni studi, inoltre, hanno ipotizzato che l’allattamento al seno riduce il rischio di osteoporosi dopo la menopausa e contribuisce anche a ridurre il rischio di cancro al seno e all’ovaio.
Generalmente le cause che portano ad abbandonare l'allattamento sono la scarsa informazione sulle conseguenze o il mancato sostegno alle giovani madri in un periodo, quello post-parto, spesso caratterizzato da fragilità psicologica.
“Allattare al seno - un investimento per la vita” è lo slogan con il quale il Ministero della Salute intende promuovere la campagna per la promozione dell’allattamento al seno.
Il latte materno è l’alimento naturale per i bambini, l’unico che permetta di raggiungere il massimo potenziale biologico: nutre in modo completo e protegge da molte malattie ed infezioni.
L’allattamento aiuta il piccolo a crescere e svilupparsi in modo fisiologico e mantiene il suo valore nel tempo, è, appunto, un investimento per tutta la vita.
La campagna, ha lo scopo di promuovere e sostenere l’allattamento materno come pratica naturale e di primaria importanza per la salute del bambino ed è realizzata dalla Direzione generale della comunicazione e dei rapporti europei e internazionali con la Direzione generale per l’igiene degli alimenti e la nutrizione.
E’ rivolta principalmente alle gestanti, alle neo-mamme per diffondere il più possibile tale pratica e al personale specializzato che opera nel settore per sostenere al meglio le mamme che chiedono aiuto o consigli utili. La campagna è cominciata con la Conferenza Nazionale per la promozione e il sostegno dell’allattamento al seno, a cui hanno partecipato specialisti che operano nel settore e gli Assessori alla salute di molte regioni italiane.
Sono state invitate le associazioni di settore a coinvolgere alcune mamme con i loro bambini ai quali verranno offerti simpatici gadget come palloncini, shopper, bavaglini.
In tale contesto è stato presentato il nuovo opuscolo informativo, frutto di un complesso lavoro di sintesi tra i vari materiali diffusi nelle precedenti campagne, in grado di fornire in maniera più omogenea ed attuale consigli sotto forma di vademecum per le gestanti e le neo-mamme.
I contenuti dell’opuscolo sono stati realizzati in collaborazione con gli esperti del Tavolo Tecnico Operativo Interdisciplinare per l’allattamento al seno (TAS) e la Direzione Generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione.
Sarà possibile consultare e stampare la versione informatica dell’opuscolo sul sito del Ministero in formato sfogliabile (flipbook). All’interno dell’opuscolo sono inseriti 6 video tutorial, che utilizzano una grafica in movimento, al fine di coinvolgere al massimo l’utenza nel recepimento dei consigli e delle indicazioni contenute negli stessi (ad esempio come usare il tiralatte, trovare la giusta posizione per l’attacco al seno, ecc..).
L’allattamento al seno è un diritto fondamentale dei bambini ed è un diritto delle loro mamme quello di essere sostenute nella realizzazione del loro desiderio di allattare.
Il Ministero della Salute, attraverso le Linee di indirizzo nazionali sulla protezione, la promozione ed il sostegno dell'allattamento al seno, riconosce che l’allattamento al seno costituisce il modo di alimentazione naturale e normale nella prima infanzia. Il Ministero, inoltre, sottolinea che l’allattamento al seno costituisce un beneficio per la salute della donna. Gli effetti positivi sulla salute del bambino e della madre, perdurando, fanno della protezione, promozione e sostegno dell’allattamento al seno uno degli interventi di salute pubblica più rilevanti in termini di efficacia e di rapporto costo-beneficio.
Il Ministero raccomanda perciò, come misura di salute pubblica, che laddove possibile, i bambini siano allattati esclusivamente al seno fino a sei mesi e che l’allattamento al seno continui poi, con adeguati alimenti complementari fino a che la madre e il bambino lo desiderino, anche dopo l’anno di vita.
Le strategie nazionali per la promozione dell’allattamento al seno
Promuovere l’allattamento al seno mediante:
- attività di formazione delle mamme specialmente durante i corsi di preparazione al parto e le visite ginecologiche, aggiornamento professionale del personale socio-sanitario, sensibilizzazione nelle scuole;
- assistenza alle madri allo scopo di iniziare l’allattamento al seno appena possibile, quando mamma e neonato sono pronti;
- dimostrare praticamente alle madri le modalità corrette di allattamento al seno e insegnare le strategie per mantenere la lattazione nel caso di separazione momentanea dal bambino;
- evitare la somministrazione di altri alimenti o bevande al di fuori del latte materno, salvo indicazione medica;
- disincentivare l’uso di tettarelle artificiali, biberon o succhiotti;
- incoraggiare una più ampia diffusione dell’iniziativa “Ospedali amici dei bambini”, favorire la pratica del rooming-in e incoraggiare l’allattamento a richiesta;
- fornire sostegno alle mamme e ai loro bambini, dopo le dimissioni ospedaliere, tramite visite domicilairi del personale sanitario dei consultori familiari, visite di altre mamme con esperienza e idonea formazione sull’allattamento al seno, partecipazione a gruppi di sostegno, ecc.;
- verificare periodicamente la prevalenza dell’allattamento al seno esclusivo nei primi sei mesi e continuato fino ai due anni di età, ed i fattori che incidono su di esso;
- verificare l’applicazione del Codice per la commercializzazione dei sostituti del latte materno e delle successive risoluzioni pertinenti dell’Assemblea Mondiale della Sanità.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha individuato nel miglioramento della qualità della vita della madre e del bambino uno degli obiettivi sanitari prioritari a livello mondiale. Lo stato di salute e di nutrizione della mamma e del bambino sono intimamente legati poiché formano una sola unità sociale e biologica.
E’ per questo che le attività volte a migliorare la nutrizione infantile devono rientrare in una strategia più ampia volta alla tutela materno infantile. L’allattamento al seno è un modo ineguagliabile per fornire un alimento ideale per la salute e la crescita del lattante. L’OMS raccomanda di protrarlo in modo esclusivo per i primi sei mesi di vita e di continuare ad allattare al seno, con l’introduzione di idonei alimenti complementari, fino a due anni ed oltre.
Secondo l’OMS e l’UNICEF le più aggiornate evidenze scientifiche epidemiologiche confermano che il mancato allattamento al seno, ed in particolare il mancato allattamento esclusivo al seno durante i primi sei mesi di vita, sono importanti fattori di rischio e possono causare una maggiore mortalità e propensione ad ammalarsi dei neonati e dei bambini, oltre a una maggiore difficoltà nelle attività scolastiche, una minore produttività e un diminuito sviluppo intellettuale e sociale.
Quando non è disponibile o non è sufficiente, il latte umano donato rappresenta l’alternativa più valida. La realtà delle Banche del latte umano donato (BLUD) è già presente nel nostro Paese ed è in costante evoluzione: queste strutture offrono un servizio che ha lo scopo di selezionare, raccogliere, conservare e distribuire il latte umano donato, da utilizzare per specifiche necessità mediche. Le BLUD sono indispensabili per soddisfare le necessità dei neonati pre-termine, ma si rendono utili anche in altre situazioni, sulla base di precise indicazioni mediche, per esempio per i rari casi di neonati a termine che per brevi periodi non possono essere alimentati al seno, o neonati affetti da patologia. L’accurata esecuzione delle procedure operative consente di realizzare un valido equilibrio tra sicurezza d’uso e qualità biologiche.
Il latte della donna, al pari di organi o tessuti umani, non può essere oggetto di commercializzazione: la donazione è gratuita e ne è garantita la privacy. La sicurezza e la qualità del latte umano donato hanno la loro più idonea collocazione in un contesto che preveda la promozione, la protezione ed il sostegno dell’allattamento al seno anche nei neonati critici e pre-termine.
Il 5 dicembre 2013 la Conferenza Stato Regioni ha sancito l’accordo "Linee di indirizzo nazionale per l'organizzazione e la gestione delle banche del latte umano donato nell'ambito della protezione,promozione e sostegno dell'allattamento al seno" (G.U. n.32, 8 febbraio 2014).
Il documento vuole essere uno strumento per gli operatori sanitari delle Banche del latte e dei reparti di Neonatologia e di Terapia intensiva neonatale, nonché per tutti gli operatori del percorso nascita. L’obiettivo è quello di orientare le iniziative regionali per la costituzione e l’organizzazione di una Banca del latte umano donato (BLUD), individuando requisiti essenziali ed omogenei e definendo criteri uniformi per un servizio centrato sul paziente e sui bisogni di salute. È necessario, inoltre, predisporre criteri per il monitoraggio delle attività.
Il nostro Paese risulta essere, a oggi, tra i più attivi in Europa: le 32 Banche che già operano in Italia rappresentano un numero elevato se confrontato con le realtà degli altri Paesi europei. Il Servizio Sanitario Nazionale esercita il controllo e la vigilanza del rispetto delle Linee di indirizzo, con la collaborazione dell’Associazione delle Banche del latte umano donato (AIBLUD), per monitorare a livello nazionale, l’appropriatezza operativa e gestionale delle Banche del latte umano attualmente in funzione e di quelle che sorgeranno in futuro.
Le Banche del Latte Umano Donato offrono un servizio finalizzato a selezionare, raccogliere, conservare e distribuire latte umano donato, da utilizzare per specifiche necessità mediche. L’accurata esecuzione delle procedure indicate nelle Linee di indirizzo nazionale per l'organizzazione e la gestione delle Banche del Latte Umano Donato nell'ambito della protezione, promozione e sostegno dell'allattamento al seno (Accordo Stato Regioni 5 dicembre 2013) consente di realizzare un valido equilibrio tra sicurezza e qualità.
A tale riguardo, sono stati individuati requisiti essenziali del servizio, indicatori di qualità ed efficienza, nonché standard omogenei di funzionamento.
Al fine di monitorare l'appropriatezza operativa e gestionale delle Banche del latte umano donato presenti sul territorio e dare così esecuzione a quanto previsto nelle sopracitate Linee di indirizzo è stata realizzata la seconda indagine conoscitiva, relativa all’anno 2016, attraverso la compilazione di un questionario ad hoc.
I risultati dell’indagine pubblicati nel report "Seconda indagine conoscitiva sulle Banche del Latte Umano Donato - anno 2016"ed elaborati all’AIBLUD (Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato) dichiarono che tutte le Banche risultano correlate ad una Neonatologia che assiste neonati di età gestazionale <34 sett. e vi è una buona diffusione del servizio verso altri Centri. Si calcola che 66 reparti di Neonatologia (32 Centri dotati di BLUD + 34 serviti da questi Centri) nel 2016 hanno potuto utilizzare il latte di Banca nell’alimentazione neonatale. Quasi tutti i Centri hanno spazi dedicati alla Banca. La dotazione in apparecchiature risulta buona, mentre lo staff dedicato alla Banca rimane ridotto come nell’indagine del 2014. Si conferma l’aderenza ottimale alle Linee di Indirizzo Ministeriali per la tracciabilità del latte donato, per il controllo delle donatrici, per i controlli microbiologici sul latte donato e per i metodi di pastorizzazione e conservazione del latte. Le criticità che sono emerse riguardano l’uso dell’HACCP: il 16% delle BLUD non è ancora dotato di manuale delle procedure, ma si stanno impegnando ad adeguarsi su questo punto alle Linee di Indirizzo Ministeriali. Ancora più critico appare il dato sul servizio di ritiro del latte donato a domicilio da parte della Banca: il 25% delle Banche non garantisce tale servizio essenziale. L’indagine ha comunque raccolto dati importanti per la qualità del servizio e per la politica sanitaria italiana. Le risposte sono migliorate notevolmente rispetto all’indagine del 2014 grazie ai quesiti posti in modo più preciso e grazie alla formazione del personale (l’AIBLUD si sta impegnando con Corsi specifici). Possiamo infine concludere che il numero di neonati alimentati con latte materno donato sicuramente è sottostimato, poiché mancano i dati dei 34 Centri serviti dalle Banche. Questo punto sarà affrontato nella prossima indagine che dovrebbe riguardare il 2017 ( tratto dal documento del Ministero della Salute DIREZIONE GENERALE PER L’IGIENE E LA SICUREZZA DEGLI ALIMENTI E LA NUTRIZIONE UFFICIO 5 Report seconda indagine conoscitiva sulle Banche del Latte Umano Donato anno riferimento2016, ultimo aggiornamento 12 febbraio 2018).
Grazie per la vostra attenzione, vi aspetto al prossimo articolo.
dott.ssa Pasqualina Bonaddio
FARMACIA HALLGASS

Carissimi amici della farmacia HALLGASS con questo articolo di lunedì 27 luglio, chiudiamo gli appuntamenti con il nostro blog e ripartiremo a settembre con nuovi temi dedicati alla salute ed al benessere.
Oggi vogliamo dedicare l’articolo a tutte le future mamme…leggiamo insieme...
Quando si è in dolce attesa affrontare l’estate crea qualche piccola ansia e per le neo mamme anche mille interrogativi!
Si può certamente prendere il sole con il pancione, ma è sempre bene seguire qualche precauzione. Il periodo in cui bisogna fare maggiore attenzione nell’esporsi al sole è il primo trimestre: eccessivo affaticamento e disidratazione potrebbero compromettere lo sviluppo del feto.
Nel secondo trimestre è importante evitare l’insorgere di macchie sulla pelle e di rendere permanente quella linea scura che si va delineando sull’addome.
Nel terzo trimestre invece ci si può concedere a un po’ di sole.
Per evitare la comparsa di macchie solari ( cloasmi ) è bene utilizzare molte creme ad alta protezione ed evitare l’esposizione nelle ore più calde. Preferire zone d’ombra pur rimanendo vicini al mare e bagnarsi spesso le gambe con piccole passeggiate evita fastidiosi problemi legati alla circolazione (anche le variazioni ormonali intervengono sui vasi sanguigni).
Piccoli consigli?
Mantenere sempre idratato il corpo bevendo molta acqua, fare attenzione all’alimentazione (preferire frutta e verdura con buccia ben lavata o eliminata) ma soprattutto evitare il sole diretto sul pancione, che potrebbe stressare il feto.
Come già detto è fondamentale la protezione solare e La crema scelta deve avere un ampio spettro di protezione elevato sia per i raggi UVA che per i raggi UVB. Il grado di protezione in genere si basa sul fototipo. Generalmente viene sempre raccomandato di non scendere mai sotto i 15 spf anche se, chi ha una carnagione chiara e sta esposto al sole per molto tempo, dovrebbe adottare protezioni più elevate.
Per la quotidianità non fatevi mancare una crema crema idratante con un fattore protezione per proteggere la pelle del vostro viso soprattutto se siete a rischio di sviluppare il cloasma gravidico.
Le creme solari vanno applicate circa 20 minuti prima dell’esposizione al sole e per essere efficaci devono essere spalmate regolarmente e generosamente.
La gravidanza ha bisogno di prudenza nell’esposizione al sole ma sarà un ricordo straordinario in attesa di vivere una nuova meravigliosa vita!
Buon mare a tutte le NEO MAMME dallo staff della FARMACIA HALLGASS!

La Vitamina F o Omega 3 è un elemento fondamentale per il benessere del nostro organismo e soprattutto per la nostra pelle: una sostanza in grado di ridurre la pressione arteriosa, controllare il livello di trigliceridi e colesterolo ma che ha anche il potere di rendere luminosa la pelle e rinforzare unghie e capelli.
La Vitamina F, conosciuta anche come Omega 3, nasce dall'unione di due acidi grassi essenziali, l’acido linoleico e l’acido alfa-linoleico, ai quali si aggiunge l’acido arachidonico.
Questa vitamina, essenziale e fondamentale per il nostro organismo, non viene prodotta dal nostro copo: si tratta infatti di una vitamina liposolubile che si accumula e che viene rilasciata quando è necessario. Si può introdurre nell'organismo attraverso particolari alimenti oppure tramite l'utilizzo di integratori. Inoltre, grazie alle sue funzionalità antinfiammatorie previene effetti infiammatori su tendini, articolazioni e muscoli, ottimo per uno sportivo.
Possiamo trovare la vitamina F, oltre che in particolari alimenti, anche all'interno di prodotti beauty utilizzati non solo per la cura della pelle, ma anche per avere capelli più corposi e luminosi e in alcune maschere viso.
Come possiamo assumere VITAMINA F?
La possiamo trovare principalmente negli oli vegetali, come ad esempio l'olio di girasole, quello di mais, l'olio di arachidi e di soia, oppure nella frutta oleosa come mandorle e noci e nella frutta secca come pistacchi e arachidi. Anche alcuni pesci sono ricchi di Vitamina F: è il caso per esempio di acciughe, sgombro, aringhe, salmone, trota e persino crostacei, bisognerebbe approfittarne in questo periodo estivo. Ma anche altri alimenti ci possono dare la giusta dose di Vitamina F, tra questi: tofu, zafferano, caviale, alghe, avena e nei vegetali a foglie verdi, come ad esempio gli spinaci. È fondamentale ricordare che la Vitamina F è sensibile al calore e potrebbe quindi perdere le sue proprietà benefiche: gli alimenti che la contengono quindi devono essere tenuti in frigorifero ed essere sottoposti a brevi cotture per non alterare le funzionalità della Vitamina F.
Per star bene dunque e far bene anche alla nostra pelle ricordiamoci la VITAMINA F e quando possiamo non esitiamo!
Per qualche suggerimento in più ti aspettiamo in farmacia e potrai scoprire anche i tanti prodotti beauty che hanno VITAMINA F!
#invacanza #insalute con #hallgass

Per avere i giusti benefici dopo un allenamento è importante curare la nostra alimentazione soprattutto dopo la fine degli esercizi.
Per iniziare ricordatevi dell’IDRATAZIONE. Difficilmente in allenamento si assume un’adeguata quantità di liquidi. Questo genera stati di disidratazione più o meno gravi che possono compromettere anche la prestazione. Il recupero dell’equilibrio idrico dell’organismo ha quindi la precedenza anche sul reintegro del glicogeno consumato. Se impegniamo il nostro fisico ad una attività medio-elevata possiamo perdere anche più di un litro di liquidi ogni ora tra sudore (88%), urina (4%) e respirazione (8%). Se non assunti durante lo sforzo, devono essere reintegrati subito dopo.
Un argomento importantissimo è anche il corretto “timing” nel consumo dei carboidrati post allenamento. Bisogna tener presente sia la quantità di carboidrati da consumare che la velocità di assorbimento degli stessi. La stessa quantità di carboidrati consumata immediatamente dopo l’allenamento garantisce una sintesi di glicogeno doppia rispetto allo stesso pasto consumato due ore dopo.
Un altro fattore molto importante è il frazionamento del pasto. Meglio ingerire ad esempio 400 kcal in 4 pasti da 100 kcal ciascuno ogni 15 minuti che non farne solo uno.
Non trascuriamo anche le scorte di glicogeno presenti nei muscoli ed approfondiamo insieme per capire meglio di cosa parliamo. Il reintegro delle scorte è fondamentale per completare i processi di recupero, soprattutto per chi sia allena più volte al girono. Dopo le gare o gli allenamenti più intensi si dovrebbero ingerire almeno 7g di carboidrati per ogni chilo di peso corporeo se si desidera ripristinare le scorte utilizzate ed essere pronti per il training del giorno successivo. Non basta riposarsi dopo uno sforzo intenso: è necessario ripristinare il glicogeno nei muscoli.
A tal proposito ci chiediamo anche se l’assunzione di proteine e aminoacidi ha un ruolo importante nella sintesi del glicogeno muscolare. In realtà se la quantità di carboidrati ingerita è sufficiente non servono altre sostanze per stimolarne l’assorbimento. Se invece la quantità di carboidrati consumata nel post allenamento non è elevata l’integrazione può essere di aiuto. L’assunzione di proteine e aminoacidi nei minuti post training è comunque utile perché favorisce la ricostruzione dei tessuti muscolari “danneggiati” dall’intensa attività sportiva. Questo permetterà nel tempo di sostenere uno sviluppo muscolare adeguato.
Insomma ci vuole anche il giusto allenamento ad una corretta alimentazione post attività sportiva!
#hallgass #blog e sport

I bambini, come sappiamo,hanno la pelle molto sensibile e la funzionalità dei melanociti (le cellule che producono la melanina) è ridotta per molti mesi dopo la nascita, raggiungendo la piena stabilità solo nella pubertà.
Per questo dobbiamo fare molta attenzione ad esporre i bimbi al sole.
Qualche grande istituzione addirittura, coma la Skin Cancer Fondation americana, si spinge oltre consigliando di evitare il sole diretto fino a un anno di età e di coprire con cappellino e indumenti a trama fitta i bambini con fototipi più bassi.
Sono regole per prevenire le scottature (con l’aumento del rischio di sviluppare tumori della pelle in età adulta) e altre irritazioni cutanee, che si possono ricordare ai genitori che chiedono consigli su come proteggere la delicata pelle del proprio bambino e su quale solare acquistare per schermarla adeguatamente e in tutta sicurezza.
Il dermo-solare indicato per i più piccoli deve avere le seguenti caratteristiche:
• privo di alcol e profumi
• fattore molto alto (SPF 50+) per la prima-seconda settimana di esposizione, mentre nei giorni successivi sarà alto (30-40) o medio (20-30) o basso (10-20) a seconda del fototipo del bambino.
Per i bambini con la pelle atopica (infiammazione e macchie riosse) vanno consigliati i solari dedicati: sono formule di composizione molto semplice (per evitare sensibilizzazioni) e non sono troppo coprenti, per prevenire la sudamina o miliaria (infiammazione cutanea provocata dall’ostruzione delle ghiandole sudoripare e dal successivo trattenimento del sudore), che potrebbe aggravare il prurito.
Nelle zone più delicate, come occhi, labbra e naso, potete ricorrere agli stick; mentre sono anche molto apprezzate le linee resistenti alla sabbia, che però hanno lo svantaggio di avere una consistenza molto densa, che rende più difficile una distribuzione uniforme su tutta la superficie da proteggere, col rischio di lasciar zone suscettibili alle scottature.
Come avere una protezione davvero efficace ? Quali le dosi consigliate?
Con un sole molto caldo si consiglia di applicare il prodotto anche ogni due ore, ma regolatevi con l'attività del bambino e ricordatevi che la spiaggia ed il mare è una bella avventura anche per lui.
Importante è pure l'uso del doposole, essenziale anche per la delicata pelle dei bambini. In crema o spray, i baby aftersun sono lenitivi, rinfrescanti e contengono sostanze antiossidanti, come la vitamina E, studiati per dar sollievo alla pelle e per contrastare la produzione di radicali liberi. Non devono contenere allergeni noti e profumi.
Buona spiaggia con i vostri piccoli, ma con la giusta prevenzione!
#hallgass per i bimbi #estate #mare #protezionesolare

Appena arriva l’estate non vediamo l’ora di affondare i nostri denti in una dolcissima fetta d’anguria, anche se dopo i primi morsi iniziamo a pensare se gonfierà la pancia,se farà ingrassare, o se troppo ricca di zucchero.
L’anguria non fa assolutamente ingrassare, è infatti un frutto ipocalorico, con le sue 30 Kcal ogni 100 grammi ed è costituita per più del 90% da acqua, per cui è un frutto altamente idratante.
L’Anguria è ricca di sali minerali, fra cui magnesio, potassio e fosforo, ma anche calcio e rame. Il magnesio contribuisce a farci recuperare vitalità dopo uno sforzo fisico, il potassio è importante, fra le altre cose, per il mantenimento dell’equilibrio idro-salino, il fosforo invece, insieme al calcio, è fondamentale per la salute delle ossa.
Il frutto contiene anche molte vitamine, in particolare vitamina A, C e del gruppo B come anche il licopene, una molecola ad azione antiossidante e protettiva.
I benefici che il consumo di anguria apporta sono dunque molteplici e straordinari. In particolare aiuta moltissimo a contrastare la ritenzione idrica perchè ricca di sali minerali, fra cui il potassio che contribuisce alla regolazione dell’equilibrio idro-salino del nostro corpo e contrasta anche l’insorgenza della cellulite, che è correlata proprio alla ritenzione di liquidi e pertanto contribuisce ad avere un corpo più snello ed asciutto.
Quanta anguria mangiare dunque al giorno per stare in forma?
Il nostro consiglio è di non mangiarla a fine pasto dal momento che l’acqua in essa contenuta può andare a diluire i succhi gastrici rendendo più lenta e difficoltosa la digestione, mangiare una fetta di cocomero a colazione è l’ideale per chi voglia iniziare la giornata con una sferzata di energia e di freschezza, possibilmente accompagnata da cibi proteici oppure a basso indice glicemico, come una bruschetta di pane integrale con olio e pomodoro.
Il cocomero si presta bene anche come piccolo spuntino alla sera, poiché, favorendo il rilascio di serotonina, concilia il riposo notturno.
In generale, dato l’esiguo contenuto calorico, si potrebbe mangiare l’anguria anche tutti i giorni nelle giornate estive, ma attenzione alle quantità, proprio per via del contenuto di zuccheri. Una porzione da 200 grammi potrebbe essere quella giusta per un saziante e appagante spuntino.
Unico difetto è l’elevato indice glicemico pertanto è sconsigliato alle persone diabetiche.
Evitare abusi anche a chi soffre di problemi digestivi.
Per finire ricordate anche l’effetto lassativo, che si farà decisamente sentire se mangeremo grosse quantità di anguria!
Ma l'anguria fa assolutamente bene e potete davvero mangiarla con gusto nelle calde giornate di questa prossima stagione!
Buona estate dalla farmacia #hallgass

Molto spesso si beve quando si ha sete, ma in realtà meglio consumare acqua in qualsiasi ora del giorno e scopriamo insieme perchè: il sintomo della sete è il segnale che il nostro organismo è in lieve disidratazione ed il rischio si corre soprattutto in estate quando la perdita dei liquidi si accentua. Vediamo insieme quali sono i sintomi del bisogno di acqua che molto spesso sottovalutiamo perché insospettabili o trascurati.
1.Si dorme male
Da recenti studi si è visto come persone con densità e presenza di sali nelle urine (quindi scarsa idratazione) dormissero male. Quando l’organismo non è ben idratato produce una quantità maggiore di vasopressina, un ormone che ha la funzione di trattenere i liquidi cosa che influisce sui ritmi cardiaci provocando molti risvegli durante la notte.
2.Labbra screpolate
Se la pelle appare secca ed abbiamo labbra screpolate, con l’arrivo del sole estivo e qualche tintarella di troppo, si pensa sia colpa dei raggi caldi della bella stagione, ma in realtà serve idratare la pelle anche da dentro introducendo una giusta quantità di liquidi. Le nostre cellule cutanee sono costituite di acqua e se questa viene a mancare appassiscono proprio come una piantina. Quindi bere parecchio è importante anche per la nostra pelle.
3.Cali di memoria
La perdita di acqua da parte del nostro corpo causa difficoltà di concentrazione e spesso anche la cefalea è legata alla disidratazione (a causa dei neuroni che sono più eccitabili nei confronti degli stimoli esterni). La nostra idratazione, quindi bere regolarmente acqua, aiuta l’attività cerebrale. In primis se i neuroni hanno la giusta quantità di acqua viaggiano più rapidamente verso le sinapsi.
4.Crampi
I crampi sono spesso frequenti a causa della mancanza di acqua nel nostro organismo perché il tessuto muscolare ne è ricco. Se manca l’acqua ai muscoli vi è accumulo di acido lattico soprattutto dopo qualsiasi tipo di attività fisica. In questo caso, oltre a fare una buona scorta di acqua, vi consigliamo una buona scorta di cibi ricchi di sodio e potassio (melone, ananas, banane, pomodori, sedano, ecc….).
5. Alito
E per finire, state attenti anche al vostro alito che, se lo sentite spesso pesante o sgradevole, non è un problema del dentista, ma qualcosa non và. L’alito diventa sgradevole perché la poca saliva non riesce a neutralizzare i batteri che si formano nella bocca dopo i nostri pasti. I batteri attaccano i residui di cibo rimasti nella bocca e causano il cattivo odore. Bere significa anche aiutare la nostra salivazione.
Insomma l’acqua è la nostra prima energia e non deve mai mancare, pertanto non aspettate di aver sete durante la giornata, ma bevete qualche goccetto ogni tanto.

Arriva l’estate ed iniziano le manie per le diete: quale fare?
Seguire quelle che consigliano un solo alimento?
Vediamo insieme cosa succede…
Una delle regole fondamentali per avere un’alimentazione sana ed equilibrata è quella di variare la propria dieta e questo principio ci spinge a guardare negativamente le diete che prevedono il consumo di un solo tipo di alimento. Fanno parte di questa categoria anche tutte le diete basate sul consumo giornaliero di un solo tipo di frutta: dieta dell’anguria, dieta dell’ananas, ai frutti di bosco, e così via.
La frutta è ricca di carboidrati semplici e consumando solo frutta si rischia di privare l’organismo di altri macronutrienti quali carboidrati complessi, proteine e grassi. Da non dimenticare inoltre che il consumo eccessivo di frutta rischia di far lievitare il glucosio presente nel sangue reazione che può provocare un crollo glicemico e dopo poco tempo stimola ancora di più il senso di fame.
Il consumo di sola frutta farebbe quindi impennare l’assunzione giornaliera di zuccheri semplici mentre, secondo i valori LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti) elaborati dalla SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) l’apporto giornaliero complessivo di zuccheri semplici dovrebbe essere inferiore al 15% delle calorie totali, mentre l’OMS indica un valore inferiore al 10%.
Ricordate anche che lo zucchero presente nella frutta è il fruttosio, il cui eccesso può causare tutti i problemi associati alla sindrome metabolica. Un eccessivo introito di fruttosio può inoltre mettere in pericolo anche il fegato, oltre la linea fisica: questo zucchero stimola infatti la produzione di trigliceridi, favorendo l’aumento di peso e lo sviluppo della steatosi epatica, ovvero la formazione di accumuli di grasso nel fegato.
Ma attenzione non dobbiamo esagerare e non stiamo dicendo che la frutta fa male…ma una dieta a base solo di frutta (come tutte le altre diete mono cibo) possono dare scompensi e non coprire tutte le necessità che richiede il nostro organismo.
Pertanto ricordate comunque che la frutta, se mangiata nelle giuste porzioni, fa bene al nostro organismo perché contiene vitamine, fibra, antiossidanti e sali minerali, è quindi fondamentale e va inclusa nella nostra alimentazione quotidiana. Non è invece concepibile una dieta a base di sola frutta, poiché sarebbe deleteria per la salute e non porterebbe ad alcun risultato.
Quindi sì alla frutta ma no ad una dieta solo di frutta.
Buon inizio estate dalla Farmacia Hallgass

Inizia il primo sole e se quest’estate volete ottenere una tintarella perfetta basterà seguire alcuni importanti consigli: scegliere le giuste creme ed i giusti solari ma un ruolo fondamentale è quello legato all’alimentazione.
Prima regola fondamentale è l’idratazione:
E’ importante bere almeno due litri di acqua fresca ogni giorno. Oltre ai benefici apportati all’intero organismo, bere molta acqua aiuta anche la pelle a rimanere più elastica.
Per iniziare a preparare la nostra pelle all’abbronzatura si consiglia di utilizzare uno scrub sotto la doccia almeno una settimana prima di esporsi al sole. In questo modo eliminiamo le cellule morte ed in superficie avremo una pelle molto più tonica. Dopo lo scrub utilizzate poi una crema idratante.
Ogni giorno dopo l’esposizione e dopo una doccia fresca, si consiglia una lozione doposole, perfetta per re-idratare la pelle dalla secchezza causata dal caldo e dal sole e per mantenere a lungo la tintarella che tanto desideriamo avere.
Come accennato all’inizio del nostro post è importante mantenere la nostra abbronzatura grazie anche ad una sana alimentazione. IN particolare si suggerisce il consumo di cibi ricchi di melanina (ossia cibi ricchi di vitamina A e vitamina C).
L’alimentazione, poi, è uno dei principali fattori responsabili di una pelle sana: per un’abbronzatura doc, poi, si consigliano alimenti ricchi di melanina (dopo vedremo quali sono nel dettaglio), ossia cibi che contengono la vitamina A e la vitamina C.
Come riconoscere facilmente i cibi che hanno queste due vitamine?
Nel caso della vitamina A basta guardarne il colore: spesso gli alimenti che la contengono hanno il tipico colorito arancione, che indica anche la presenza di betacarotene. Alcuni esempi: carote, albicocche, melone, arance, mango, ma anche pomodori, parmigiano e uova.
Per la vitamina C invece, il colore è misto ma eccovi da parte nostra un’altra lista da seguire : peperoni, cavolfiore, fragole, limoni e kiwi; tutti questi alimenti sono ottimi per il mantenimento della tintarella, ma anche per la prevenzione dell’invecchiamento cutaneo, grazie all’importante potere antiossidante.
Inoltre in estate si possono utilizzare centrifugati di frutta e verdure, ad esempio: un mix di carota, mela e fragola è perfetto per aiutare la pelle a mantenere l’abbronzatura oltre che ad essere davvero buonissimo e dissetante!
E se vi piacciono le ciliegie anche loro possono essere un valido alleato: con questo frutto si possono preparare moltissimi dolci (se siete golose) , ma potete mangiarle da sole perché sono ricche di moltissime proprietà nutritive e perfette anche per la dieta dell’abbronzatura.
Passate in farmacia e vi diamo buoni consigli per un’abbronzatura perfetta!
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L’estate è ormai alle porte ed è proprio ora il momento più indicato per iniziare a seguire un regime alimentare sano ed equilibrato grazie alla varietà di frutta e verdura che in questa stagione la natura ci offre. Le tavole si arricchiscono di prodotti dai colori caldi e gustosi ed oltre al palato, anche gli occhi ne vengono appagati.
Un alimento di cui sicuramente non bisogna fare a meno in questo periodo è la carota, un ortaggio molto amico della pelle e non solo.
La carota è molto ricca di beta carotene, un pigmento che prende il nome proprio dalla verdura da cui è stato isolato per la prima volta. Tra le numerose proprietà riconosciute al beta carotene vanno sicuramente menzionati l’elevato potere antiossidante e la sua capacità di contrastare la produzione di radicali liberi: è un precursore della vitamina A, un antitumorale indispensabile per il benessere degli occhi, del cuore, della crescita cellulare e della cute.
Oltre al beta-carotene, la presenza di altri nutrimenti come l’alfa-carotene, la luteina e la zeaxantina, nonché di numerose vitamine e sali minerali quali il potassio, il fosforo, il calcio, il magnesio, il selenio, il ferro, lo zinco, il rame, la vitamina B, la vitamina C, la vitamina E, l’acqua e le fibre, conferiscono alle carote numerosi benefici.
Innanzitutto si pensi all’importante ruolo svolto a livello gastrico ed intestinale: da un lato protegge le pareti dello stomaco e le mucose riducendo i disturbi gastrici ed intestinali e dall’altro regolarizza la motilità interna agendo sia come antidiarroico che come lassativo. Il buon funzionamento di questi organi fanno si che anche l’attività depurativa del fegato ne tragga benefici; inoltre, date le proprietà diuretiche e lassative il consumo di carote è particolarmente indicato in caso di calcoli, cistiti o problemi urinari. Il beta-carotene in sinergia con la vitamina C ne fa di questo ortaggio un alimento dall’alto potere antiossidante, in grado di rafforzare il sistema immunitario e di prevenire la formazione di radicali liberi; grazie invece alla presenza di fibre sono un valido aiuto per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. La vitamina A ed il beta- carotene sono inoltre noti per le proprietà benefiche agli occhi: agiscono a livello preventivo contrastando la formazione della cataratta e migliorano la vista notturna.
Infine ma non per importanza le carote sono molto utili per il rinnovamento della pelle. Il beta carotene stimola la produzione di melanina prevenendo secchezza cutanea e rughe e soprattutto proteggendo l'epidermide dai danni nocivi dei raggi ultravioletti che nella stagione estiva sono ancora più forti. Deve essere sfatata l'idea che mangiare carote faccia abbronzare, di contro è assolutamente vero che consumare carote almeno un mese prima dell'esposizione al sole, prepara i tessuti in modo da garantire una tintarella sana a duratura.
Concludiamo con qualche suggerimento su come consumare carote.
Poiché il beta carotene e i nutrimenti in esse contenute si perdono con lunghe cotture, l’ideale sarebbe bere dei centrifugati di carota e mela al mattino per un effetto disintossicante e rigenerante, altrimenti utilizzarle come spezzafame mangiandole crude o preferire cotture brevi e semplici.
Infine è possibile fare un impacco di purea di carote cotte al vapore per ripristinare l’epidermide da dermatiti, rossori o sfoghi cutanei dovuti anche ad eccessiva esposizione al sole.

Carissimi amici della farmacia Hallgass, ci stiamo quasi abituando a convivere con un nuovo accessorio, oramai di uso quotidiano, che sono le mascherine, e dobbiamo ancora resistere perché il periodo sarà ancora molto lungo.
Come avete visto utilizzare le mascherine può portare a irritazioni e arrossamenti della pelle, soprattutto con l’estate alle porte.
Purtroppo, le mascherine non fanno respirare la pelle e non permettono il ricambio di aria facendo anche aumentare la sudorazione.
Se utilizzate poi, per lungo tempo, possono portare ad irritazioni della pelle.
Mentre ci riappropriamo di un po’ di normalità dobbiamo avere sempre con noi le mascherine, per proteggere noi stessi e gli altri, e dobbiamo anche imparare a prenderci cura della nostra pelle.
Come proteggerci?
Riportiamo qui di seguito alcune regole da seguire per evitare le irritazioni:
1 - Lavare spesso il viso, prima e dopo l’utilizzo della mascherina
2 - Usare una crema idratante almeno 2 – 3 volte al giorno.
3 - Controllate dove avete la pelle irritata, ad esempio zona naso, orecchie, guance, mento e poi guardate la mascherina che utilizzate, cosa c’è in corrispondenza della vostra irritazione.
4 - Cambiare mascherina, se si manifestano irritazioni, e puntare alle chirurgiche che sono più leggere oppure a quelle fatte di cotone o con tessuti naturali.
Alcune zone del vsio sono poste sotto maggiore stress anche a causa di cerotti ed elastici utilizzati per mantenere le mascherine.
La zona dietro alle orecchie per esempio è una di queste soprattutto per chi porta occhiali: l’asta dell’occhiale e l’elastico della mascherina potrebbero contribuire a stressare il delicato strato di pelle. Per loro può essere utile applicare un cerotto traspirante sul padiglione auricolare o in alternativa sull'astina dell'occhiale in modo da offrire una protezione aggiuntiva.
Un altro modo per evitare lo sfregamento degli elastici dietro le orecchie, è creare una fascia elastica con velcro, che avvolga gli elastici, da fissare sulla nuca o utilizzare una graffetta grande, allo stesso modo del velcro”.
In ultimo è importante concentrarsi di più nel post utilizzo della mascherina, privilegiando prodotti per la detersione e l’idratazione delicati e adatti alle pelli più sensibili (a base di estratti di Calendula o di Camomilla.
In caso di persistenza o notevole arrossamento delle zone irritate non esitate a contattare un dermatologo.